healthy Archivi -  Annamaria Acquaviva

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Sonno agitato? Forse colpa della luna piena!

Sonno agitato? Forse colpa della luna piena!

Tempo fa Michele, un paziente enologo di 57 anni, sosteneva che il suo sonno fosse influenzato dalle fasi della luna.  Incuriosita, ho cercato tra la letteratura scientifica se la sua ipotesi potesse avere qualche fondamento.

Ebbene, è proprio così! Uno studio pubblicato a gennaio 2021 sulla rivista Science Advance ipotizza che proprio il sonno sia influenzato dalle fasi lunari. Durante i giorni che precedono la luna piena esso parrebbe più difficoltoso.

I ricercatori dell’Università di Washington, dell’Università Nazionale di Quilmes in Argentina e dell’Università di Yale hanno reclutato partecipanti sia in ambiente urbano che rurale: 464 studenti universitari raccolti presso l’università di Washington e 98 persone appartenenti a tre diverse comunità indigene Toba-Qom argentine.  Le tre diverse comunità avevano differente accesso all’energia elettrica: una comunità rurale mancava del tutto di elettricità, un’altra aveva un accesso limitato e la terza la utilizzava senza limitazioni. Il confronto tra il diverso uso della luce elettrica è interessante, perché l’”inquinamento luminoso” potrebbe non far percepire quale sia la fase lunare a meno che non si passi una serata all’aperto o si guardi dalla finestra.

Il team di scienziati ha analizzato due cicli lunari di 29,5 giorni confrontando l’orario medio dell’inizio del sonno e della sua durata nei partecipanti. Il sonno è stato misurato grazie a uno specifico dispositivo da polso, in grado di rilevare i movimenti e i periodi di sonno e veglia.

I risultati hanno dimostrato una tendenza generale a coricarsi più tardi e a dormire meno nei giorni che precedono la luna piena, mentre con la luna calante la propensione al sonno è aumentata.  Sebbene l’effetto sia risultato più intenso nelle comunità senza accesso all’elettricità, l’effetto è presente anche nelle comunità con elettricità, compresi gli studenti universitari dell’Università di Washington. 

Dunque, i ricercatori hanno ipotizzato che quanto osservato sia un adattamento innato che ha permesso ai nostri antenati di sfruttare questa fonte naturale di luce serale rappresentata dalla luna.

Naturalmente si tratta di un’ipotesi affascinante, che potrà essere confermata da successivi studi per chiarire i meccanismi della relazione fra cicli lunari e sonno.

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Il meccanismo del sonno

Il meccanismo del sonno

Nell’articolo precedente (clicca qui se l’hai perso!) vi ho anticipato uno degli argomenti che tratterò nel mio prossimo libro, che fa parte dei cinque pilastri del mio metodo scientifico: il “Sonno” e i disturbi legati alla sua carenza.

Oggi affronterò con voi un altro aspetto di questo argomento vastissimo: il Meccanismo del Sonno.

L’alternanza fra sonno e veglia è regolata da due sistemi biologici che funzionano in parallelo: il ritmo circadiano e l’omeostasi sonno/veglia.

Il ritmo circadiano è il nostro orologio biologico interno.  In condizioni normali ci segnala quando siamo pronti per dormire. L’orologio biologico è attivato ​​da segnali come la luce del giorno (ci sentiamo vigili) e l’oscurità (ci sentiamo assonnati), grazie all’ormone chiamato melatonina. Può anche essere attivato ​​da luce artificiale brillante o da stimolanti come la caffeina, che ci fanno sentire svegli anche se è notte.

L’omeostasi sonno/veglia funziona come una clessidra. Dal momento della sveglia, infatti, determinate molecole chiamate “ipnogeniche”, cioè che inducono il sonno, si accumulano, come i granelli di sabbia della clessidra. Maggiore è il tempo trascorso da svegli, più molecole ipnogeniche si liberano, più sarà necessario il sonno. Quando finalmente dormiamo, si gira la clessidra: le molecole ipnogeniche vengono smaltite e al risveglio si ricomincerà a produrle. Per questo motivo chi ha dormito troppo  durante il giorno avrà poco sonno durante la notte.

L’omeostasi funziona come una clessidra

Ma quali sono le molecole che regolano i cicli del sonno?

Si tratta di sostanze chimiche stimolate dalla luce o dall’oscurità. Tra queste ci sono:

L’adenosina:  è un neurotrasmettitore che si accumula gradualmente nel cervello durante il giorno e ad alte concentrazioni ci fa venire sonno la notte. La caffeina contenuta nel caffè e in altre bevande può tenerci svegli poiché blocca i recettori cerebrali per l’adenosina.

La melatonina: è un ormone rilasciato dal cervello quando è buio: viaggia verso le cellule per “dire” al corpo di dormire. La luce solare o l’esposizione alla luce artificiale inibisce la produzione di melatonina e aumenta il rilascio di cortisolo, che invece ci sveglia. Infatti, se siamo esposti a troppa luce artificiale (come la luce blu emessa da smartphone o televisori) a tarda notte, potrebbe essere rilasciata meno melatonina rendendo più difficile addormentarsi. 

La serotonina: la sostanza chimica del “benessere” del corpo, è un neurotrasmettitore associato sia al sonno che alla veglia. Il cervello la rilascia durante il giorno, ma la utilizza anche per formare la melatonina durante la notte. Anche l’alimentazione può favorire la sua presenza nel nostro corpo.

Noradrenalina, adrenalina, istamina e cortisolo sono invece gli ormoni che contrastano il sonno. Sono secreti in risposta allo stress e fanno sì che il corpo sia sveglio e vigile. Se si sperimenta uno stress prolungato o cronico, il corpo rilascia l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), che a sua volta rilascia cortisolo. 

 

Vi aspetto nei prossimi articoli per altri argomenti che riguardano il sonno e tutte le sue sfaccettature!

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L’importanza del sonno

L’importanza del sonno

Quanti di voi soffrono di insonnia? Una delle tematiche che sto scrivendo in questi giorni nel mio nuovo libro è quella del sonno, che rappresenta uno dei 5 pilastri della salute.

Perchè il sonno è importante?

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Foeniculum Vulgare

Foeniculum Vulgare

Nome botanico: Foeniculum Vulgare Miller

Famiglia botanica: Apiaceae

Aspetto: è una pianta erbacea che può raggiungere anche i 2 metri di altezza. I fiori sbocciano in estate e sono gialli, raggruppati in cime a forma di ombrello e contengono i frutti, che sono quelli che conosciamo come “semi di finocchio”. Le foglie sono larghe e ricche di nervature, abbracciano il fusto.  

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Tè verde e Tè nero

Tè verde e Tè nero

Il Tè è la bevanda più diffusa al mondo dopo l’acqua. In particolar modo, il tè verde e il tè nero derivano dalla stessa pianta, la Camellia Sinensis e l’unica differenza sta nel processo di lavorazione delle foglie. Nel tè verde, infatti, esse subiscono pochissime trasformazioni, mentre in quello nero vengono macerate, essiccate e tritate, il che comporta una reazione di ossidazione. A livello molecolare cambiano quantità e qualità di polifenoli, oltre che di teina.

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