Mindful eating, ovvero nutrirsi con consapevolezza -  Annamaria Acquaviva

Mindful eating, ovvero nutrirsi con consapevolezza

Mindful eating, ovvero nutrirsi con consapevolezza

Mindful eating, ovvero nutrirsi con consapevolezza 

Nello scorso articolo ho parlato di mindfulness e di come essere più consapevoli delle emozioni che viviamo, godere dei momenti che trascorriamo con noi stessi o con i nostri cari favorisca il controllo dello stress. La pratica della mindfulness può essere applicata a molti ambiti della vita, uno fra tutti il momento dei pasti. Quante volte ci è capitato di mangiare in modo compulsivo, senza renderci conto di cosa stavamo facendo? Per esempio mentre facevamo altro (alzi la mano chi non ha mai smangiucchiato guardando un film sul divano!), o in situazioni non rilassanti. La mindfulness applicata al momento dei pasti si chiama MINDFUL EATING, ovvero nutrirsi con consapevolezza,  e può venire in nostro soccorso.

Cos’è il Mindful Eating?

Mindful Eating significa fare intenzionalmente attenzione mentre mangiamo, rimanendo pienamente presenti a tutto ciò che accade dentro di noi (nel corpo, nella mente e nel cuore) e fuori di noi (l’ambiente circostante). Praticando il Mindful Eating possiamo imparare a essere testimoni delle sensazioni corporee, delle emozioni e dei pensieri che affiorano in noi nei confronti del cibo e dell’atto del mangiare.

Il Mindful Eating è un’esperienza TOTALIZZANTE: il cuore, il corpo e la mente ci assistono nello scegliere, mangiare e gustare il cibo. In questo modo possiamo riscoprire il naturale piacere di mangiare, sostituendo l’auto-critica con l’auto-percezione e l’auto-nutrimento.

 

Ma il Mindful Eating va bene anche per me?

Il Mindful Eating è d’aiuto a tutti e tutti possono provare ad essere più consapevoli del proprio corpo e del cibo consumato. In particolare è una pratica utile per tutte le persone che soffrono per il cibo, che soffrono per il proprio corpo, che hanno provato numerose diete ma che ora voglio imparare ad ascoltarsi più profondamente. Si tratta di un invito a coltivare la consapevolezza e la gentilezza verso sé stessi giorno per giorno. Al contrario, non è una tecnica e nemmeno una prescrizione. Ognuno ha il proprio modo di essere presente nei momenti che vive, ascoltando il proprio corpo e le proprie emozioni che sono uniche e non possono essere paragonate a quelle di nessun altro.  È però una pratica che richiede un grande impegno e forte disciplina. Perciò è necessario approcciarsi ad essa con (di nuovo!) consapevolezza e forza di volontà perché la sua pratica richiede costanza e dedizione per essere efficace.

 

Anche il cuore ha fame

I tipi di fame sono molti, quello che può essere maggiormente aiutato dal Mindful Eating è la fame del cuore. Il cibo infatti veicola emozioni, evoca stati d’animo e ricordi. Proprio per questo il cibo a volte viene utilizzato per sopprimere o esaltare emozioni. Grazie al Mindful Eating possiamo capire perché mangiamo in questo modo e per farlo è necessario che ognuno di noi si guardi dentro in profondità per capire di cosa ha bisogno.

La fame del cuore è insidiosa perché nessun cibo potrà mai veramente saziarla: per soddisfarla dobbiamo imparare come nutrire il nostro cuore ogni giorno (con gentilezza, affetto, serenità verso noi stessi).

Quando mangiamo in modo consapevole, possiamo far emergere un sentimento di intimità e connessione con noi stessi: saremo dunque in grado di affrontare il momento del pasto senza il peso dei giudizi, riuscendo così a saziare il nostro corpo e il nostro cuore, qualunque sia il cibo che stiamo mangiando.

Anche fattori ambientali (luce, musica, temperatura) possono influenzare il nostro rapporto con il cibo. Una recente ricerca ha dimostrato che ascoltare musica gradevole e rilassante durante i pasti influenza la durata del momento del pasto, aiutandoci a dedicarvi più tempo. Sono infatti necessari almeno 20 minuti prima di avvertire il senso di sazietà. Ascoltare musica durante i pasti ci aiuta allora a dedicarvi maggior tempo contrastando la possibilità che insorga fame nervosa.

 

 

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