E SE NON MANGIA? Strategie per affrontare l'inappetenza dei bambini -  Annamaria Acquaviva

E SE NON MANGIA? Strategie per affrontare l’inappetenza dei bambini

E SE NON MANGIA? Strategie per affrontare l’inappetenza dei bambini

Una delle principali preoccupazioni di cui mi parlano i genitori in ambulatorio riguarda l’inappetenza dei propri bambini, collegata al timore che non crescano abbastanza. Escludendo qualsiasi problema di salute, dopo essere stati rassicurati dal pediatra anche sul loro sviluppo normale di crescita, i motivi per cui i piccoli mangiano in modo svogliato possono essere tanti.INAPPETENZA BAMBINI

POSSIBILI MOTIVI DI INAPPETENZA 

INAPPETENZA BAMBINI NON MANGIA

Verificate dal pediatra lo sviluppo regolare di crescita

• Se sono presenti disturbi come febbre, tosse, diarrea è normale che l’appetito si riduca. In questo caso occorre non forzarli, attendere che guariscano, recuperino le forze e di conseguenza anche il desiderio di mangiare.
• Molto spesso un bambino minuto (magari con un genitore che aveva la stessa corporatura), ma con crescita regolare, può avere poco appetito proprio perché ha un fabbisogno ridotto: costituzionalmente non tutti i bambini hanno lo stesso appetito o la stessa necessità di mangiare.
• I bambini alternano momenti di crescita esponenziale, con conseguente incremento di appetito, a fasi di crescita stazionarie, in cui la fame è attenuata.
• Se l’inappetenza si presenta all’improvviso, in concomitanza con un cambiamento dell’umore e sonno disturbato, o piuttosto vi è una tendenza ad abbuffarsi e all’aggressività, la causa potrebbe essere da ricercare in turbamento emotivo del piccolo che si riflette anche nel suo approccio al cibo.
• Verificate se l’alimentazione del bambino è effettivamente squilibrata, o semplicemente il piccolo non dà soddisfazione a tavola, solo perché non accontenta le aspettative familiari.
• Considerate la componente molto influente del temperamento: ci sono piccini più intraprendenti e “d’appetito”, che senza difficoltà sono sempre disponibili a sperimentare nuovi cibi, ma anche bambini più tranquilli che rimangono abbastanza indifferenti a sapori diversi, e altri ancora che tendono ad accettare con grande difficoltà cibi che non conoscono.

COSA EVITARE

A volte può essere il comportamento stesso degli adulti, in risposta alle provocazioni dei piccoli, che incentiva l’inappetenza.
E’ meglio evitare di forzare il vostro piccolo a mangiare controvoglia o fargli percepire la vostra preoccupazione, potreste ottenere conseguenze assolutamente negative sul bambino:
• rischiereste di innescare un pessimo rapporto col momento del pasto, che diverrebbe momento di scontro e la sola vista del cibo potrebbe scatenare reazioni di rifiuto.
• Se per accontentarvi si rassegna a mangiare anche senza appetito, voi ne sarete soddisfatti, ma a lungo andare il piccolo perderà la consapevolezza della sensazione di fame-sazietà che porta ad autoregolarsi, predisponendolo così al sovrappeso.
• Potrebbe rendersi conto di quanto per voi è importante il cibo e usarlo come strumento di ricatto.

COSA NON FARE

• Non siate pronti a sostituire i piatto rifiutato con un altro.
• Non proponete premi in cambio del consumo del pasto: il bambino crederà che è un sacrificio in cambio del quale riceve una ricompensa.
• Non proponete castighi se non mangia.
• L’espressione “vai a letto senza cena” non è opportuna: deve essere chiaro che il cibo è una necessità naturale e non una velleità o un’attività godereccia da concedersi solo come gratificazione.
• Non inseguite il bambino per tutta la casa col cibo pregandolo di assaggiarlo.
• Non mettetegli mai il cibo in bocca con la forza.
• Non parlate mai con altri della vostra preoccupazione sul cibo in presenza del bambino.
• Non riproponete al pasto successivo lo stesso pasto già rifiutato.

INAPPETENZA BAMBINI NON MANGIA

Siate perseveranti con serenità davanti ai rifiuti

I CONSIGLI

Create l’occasione di confronti sui gusti e le preferenze con altri bambini, magari invitando dei compagni di classe. Se siete fortunati, potranno avere una buona influenza perché i bambini si osservano e si emulano a vicenda (spesso succede anche a scuola).

Siate perseveranti con serenità davanti ai rifiuti! Alcune indagini hanno dimostrato che per far apprezzare un alimento nuovo ai bambini sono necessari fino a 10 assaggi, meglio se in varie forme e non immediatamente conseguenti. Vale la pena avere pazienza: i gusti dei bambini cambiano spesso e quello che viene rifiutato oggi potrebbe essere poi gradito domani… o dopodomani. Senza eccedere, ovviamente, perché anche i gusti dei bambini vanno rispettati, proprio come i nostri.

Questo libro è un estratto del mio Libro/Ebook Bambini a tavola. Quasi un gioco!, guarda il video

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